Casa approdo
Casa meta.
Un interno dentro al sogno,
e arrivarci per poi andare.
Casa meta
Casa sogno.
È l’approdo
altro.
Ritrovar-si
al canto di sirene.
Ritrovar-si
nei sobborghi di un sentiero.
Rina Accardo
Videopoesia ispirata alla figura di Faustina Maratti Zappi.
Testo di Matteo Veronesi.
Voce di Massimo Sannelli.
È un libro così ricco che non si può sorvolare. Esige un’attenta lettura.
Un soliloquio? Un monologo? No. Perché Massimo Sannelli parla a ruota libera e scrive in tono colloquiale, e il lettore è talmente coinvolto dalla fluidità dei concetti espressi che partecipa, assentendo o comunque intervenendo col suo parere.
Così nasce un dialogo a porte chiuse tra l’autore e il lettore, che col suo libro “Scuola di poesia” diventa parte attiva dei contenuti, nel silenzio, tra le pagine che gli scorrono sotto gli occhi.
Quel silenzio che sa di attenta riflessione e non di mute parole.
Ha una sua originalità questo libro: il contenuto complesso, che si dispiega in 100 e più pagine, proposto a mo’ di conversazione.
La caratura di Massimo è notevole, e per corposità, e per quella naturalezza che lo rende amabile.
E si snoda in più punti con concetti stimolanti:
- la poesia deve essere sofferta sennò non è nulla
- il potere della parola. La parola che si impone, ma nello stesso tempo è vulnerabile perché esposta
- non cedere al vincolo della poesia, come dire: la poesia a tutti i costi, cercando smaniosamente rime, consonanze, assonanze…
- non tutta la poesia è in versi, un modus vivendi è già poesia.
La musica imperversa in questo libro, traslata nella poesia. Perché Massimo Sannelli è eclettico, e infatti è anche musicologo.
Altro bellissimo concetto: – la poesia che viene vista come resurrezione nel passaggio da uno stato cieco ad uno di consapevolezza.
E poi ancora:
- l’esperienza è l’esperimento di una forma di vita. Le vere esperienze costruiscono le vere informazioni di chi sperimenta la vita con la propria vita.
Un libro prezioso, la cui lettura è un toccasana per la mente e il cuore.
In ultima analisi, quel che si ricava è che la poesia non si impara.
Questo libro ha il sapore di una chiacchierata, niente di demagogico.
- La castità vista come mancanza d’amore nell’episodio del rapporto
rifiutato (mi ricorda Fellini, che diceva la stessa cosa in termini opposti…)
cioè la castità se vissuta come formula imposta è deprivata di per sé
d’amore.
- E poi, quel “non posso, non devo, non voglio” …quante volte l’ho detto, quante volte, credo, molti l’han detto.
- L’illusione di essere nel giusto, o perlomeno di non assecondare determinate situazioni per la paura di sbagliare, o forse per comodità, è un atteggiamento in realtà egoistico che innalza dei paletti.
In conclusione, l’accenno particolareggiato a poeti contemporanei, entrando nello specifico, in evidenza è l’avallo dei puntini di sospensione di Marotta, aperti a un dire non detto e che valgono più di una rima, e De Angelis nel suo ‘dubbioso dire’.
Io, lettore, abbraccio e accolgo una voce sincera e profonda che, con umiltà e generosità indisgiunte, porge il suo pensiero che porta a molte riflessioni, che vanno dal religioso al sociale fino al personale, all’obiettivamente sentito, al soggettivo, sulla scia della poesia, intesa nei suoi termini specifici che sempre si fonda su emozioni e, forse non a caso, l’ultimo argomento sviscerato nel libro dall’autore riguarda l’Anima.
E tutto si svolge in perfetta aderenza al Sannelli, che, non trascurando di suggerire alcuni autori in lettura, ci ricorda che “poca poesia può urtare l’anima”. Poesia intesa in senso lato…stupendo passaggio…
Massimo si muove da un tema ad un altro con disinvoltura, scrivendo a braccio come se parlasse occhi negli occhi al lettore.
È unico nel suo genere questo toccare punti focali in modo spigliato.
Rina Accardo
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Felpati passi nella notte,
rifrangenti i sogni tuoi.
Non vuoi
voltarti indietro,
è tardi adesso,
non hai più tempo.
E passan le ore,
ti accorgi che,
già più non cammini,
tu voli.
Insegui l’infinito,
guadi passaggi infernali,
tu devi arrivare.
Ti accosti all’orizzonte
sull’onda di un sorriso rubato,
ali tenaci
sorreggono il tuo ardore.
Ammalianti schizzi di poesia
alleviano pungenti cortecce,
suonan violini,
vibrano nell’aria le prime note
di un nuovo mattino.
Rina Accardo