Dormiente margine di inconsistenti
e variegate parvenze.
Documentate figure
di assonnato sentimento.
Fabulose miriadi
di sogni proibiti.
Tu, stella nascente
di un cuore malato,
troneggi in quel blu
ora abbrunito.
Quasi mi pento
di averti amato,
ingrata meteora
del sogno di un cuore.
Domani un soffuso alitare
ti darà i brividi
e come merletti
i tuoi pensieri vedrai fissati,
fermati da un argine di pura poesia.
Svogliati entusiasmi
carezzati da un vento fremente,
fresco, nuovo, nascente.
E io che credevo di farti del male
capisco adesso che devo tornare.
Rina Accardo
Tag: inedito, meteora, parvenze, poesia, Sottovoce_di Rina Accardo

Maggio 17, 2008 alle 2:13 pm
Tu, troneggi in quel blu
ora abbrunito.
Quasi mi pento
di averti amato,
ingrata meteora
Domani un soffuso alitare
ti darà i SPASIMI
i pensieri fermati da un argine
di pura poesia.
Cara Rina, venendo dal Blog di Aglieco, mi permetto di darti il mio parere, assolutamente da profana: fai un uso troppo fiorito di aggettivazione, i versi sono sovraccarichi. Non bisogna, secondo me, scriverne 4 di parole quando una basta. Attenta alle parole comuni della retorica poetica, come stelle, sogno, poesia, amore, sentimento: ti mettono troppo dalla parte del già sentito del noto, dello sfogo.
Ti dico ciò perchè quei versi di sopra mi sono piaciuti davvero, pur avendo tagliato ciò che a mio parere ( a mio modestissimo parere) nn andava. Attenta all’uso degli aggettivi, che connotano invece di far risaltare l’immagine nella sua dura purezza.
natalia
Maggio 17, 2008 alle 4:08 pm
Ciao, Natalia, e benvenuta.
La poesia risale a diversi anni fa, è obsoleta :) per certi ..versi.. (il gioco di parole è casuale).
Fa parte di un percorso, e io non rinnego niente di mio, mi serve a capire l’evolversi del mio approccio alla scrittura.
Grazie
Rina