Torrenti di acque e di sale
non bastano a quietare
il flusso caustico
di demordenti spasmi.
È freddo il corpo.
Ne inspiri la potenza.
Nervi saldi,
sguardo fermo.
È l’obiettivo a guidarti.
Molli attenzioni
in direzioni opposte.
Distanze incorporate
in un tempo dimenticato.
Dall’ombra spenta
un ricordo impalpabile,
ma già presente.
Contiene un tagliente dolore di fondo,
segnato dal tempo.
Villose braccia
scaldano un corpo marmoreo.
Caldeggiate soluzioni
si affiancano nella mente.
Scardinati sbadigli,
richieste impellenti,
uno sfogo assente,
fermenti angosciosi
nel mare d’inverno.
È freddo nel cuore,
nella mente, nel corpo.
Smaniosi respiri
in questo rigore inclemente.
È fermo il sangue,
bloccato nelle vene,
in un silenzio che tortura.
Guerriero impavido
di notti insonni,
incoraggi l’inesauribile
scontato ragguaglio.
Un grido soffocato
in una baita d’amore.
Sollievo insperato
in un angolo sofferto
sul volto del guerriero
coperto dal sangue,
coperto da un elmo mistificatore.
Guarda nella fondina
se trova un appiglio
a lungo termine…
ma NO, non vuole toccare il fondo,
non vuole fermare il mare infinito
che muove le onde del suo dolore.
Accanto c’è il grande pensiero del cuore
a frenare ogni forma
ogni forma di disperazione.
Il guerriero schiacciato
da un’ombra maligna
riemerge fiero
nel suo nuovo fulgore.
Rina Accardo
* IL GUERRIERO: lettura di Giulio Giannotti
Tag: acque, audio, baita, bronzo, corpo, da 'Guanciali Di Terra', dolore, foto_Mario Fois, Giulio Giannotti, grido, Il Guerriero_di Caterina Accardo, Logos Library, notti, poesia, rigore, sangue, tempo, volto

Giugno 3, 2008 alle 8:31 am
Poesia che ruota intorno al guerriero ritrovato (quello di Riace ma, forse, anche quel cacciatore delle Alpi per via della prima immagine). Rina lo riveste dei suoi versi, lo riumanizza per noi.
“Guerriero impavido/ di notti insonni
…
riemerge fiero/ nel suo nuovo fulgore.”
Antonio
Giugno 3, 2008 alle 8:53 pm
Il mio Guerriero è positivo, Antonio ;)
È un po’ come dire ‘per aspera ad astra’ ..fermo restando che è determinante lasciarsi guidare dal “grande pensiero del cuore”
Un caro ciao
Rina
Giugno 4, 2008 alle 12:06 am
Nella prima immagine [foto stupenda che è possibile vedere per esteso cliccandoci sopra] la “baita d’amore” che ben rappresenta il rifugio che può aver visto nel sangue il dolore del Guerriero, e poi, nel contrasto estremo incalzante, la vittoria del bene.
E non a caso ho scelto il Bronzo di Riace più rispondente..
Rina Accardo
Giugno 12, 2008 alle 7:07 pm
Piu’ che un commento una curiosità…Come hai fatto a descrivere con dovizia di particolari cio’ che passa inosservato ai piu’? Hai raccontato stati d’animo e sensazioni che ho rivissuto leggendo…Grazie!!!
Giugno 12, 2008 alle 7:36 pm
Ho vissuto accanto a un ‘Guerriero’ meraviglioso, che giocava nel cielo (mi sono fermata per questo a commentare il pezzo d’azzurro a forma di cuore..)
Mi sento un groppo.. il suo nome, fatalità, il tuo.
Un grazie grande a te!
Rina
Giugno 12, 2008 alle 7:40 pm
Sono felice di sapere che leggendo ti sei sentito protagonista.
Grazie ancora, Massimo
Rina