
Venuzze torride di senso sgomitano
e viscide si insinuano nel tuo dire.
Non ci sei all’addio dei volti di strazi
quando neri si addentravano calci
e urti.
Giro il filo
ne cerco la madre
ne inseguo il profilo,
mento alla fine.
Ceste di grandine,
ormelli affondati
di maschere che accusan
dolori ventrali.
Tu credi al tuo dire,
intrecciate dita
accalcano il senno,
e nel buio
ombre assenti vestono il tuo sogno.
Rina Accardo
Tag: grandine, inedito, nel buio, Ombre Assenti_di Rina Accardo, ormelli, poesia, sogno, volti di strazi
Luglio 3, 2008 alle 12:00 am
sei incantata nel tuo tempo, assenti e presenti altrove.
è sempre un piacere leggere i tuoi versi
vincenzo
Luglio 4, 2008 alle 11:25 pm
“Giro il filo
ne cerco la madre
ne inseguo il profilo,
mento alla fine”
quattro versi senza aggettivi, oasi rara nella poesia della nostra Rina.
Felice peraltro il binomio ‘ombre assenti’, ombre che tentano inutilmente, nel buio, di vestire un sogno…
Un caro saluto e un abbraccio
Antonio
Luglio 5, 2008 alle 10:07 pm
Vincenzo carissimo, mi ha colpito il tuo ripreso “assenti e presenti altrove” perché hai colto perfettamente e, non me l’aspettavo, mi son sentita davvero letta nel pensiero.
Un grazie grande
Rina
Luglio 5, 2008 alle 10:15 pm
Antonio poeta, Antonio critico affettuoso :) . Io ti ringrazio perché il tuo pensiero in merito per me è un regalo, e poi perché ..ho tanto da imparare, e sono sempre felice se ricavo un indirizzo da qualificate voci.
Vero, le ombre assenti impediscono di vestire un sogno.
Ti abbraccio. Grazie
Rina