“…La ragione vera ed ultima della nostra attività è un bisogno che nasce dalle più oscure e profonde scaturigini dello spirito e della vita, e questi uomini non sono né pazzi né fanatici, né tantomeno sentimentali, ma sono soltanto innamorati di sensazioni profonde, di intuizioni vivide ed intense.
Sono uomini che hanno compreso che la maggiore potenza è quella che si esprime sopra noi stessi: e la maggiore vittoria è quella che si riporta sulle nostre debolezze e le nostre paure.
Uomini che un mondo migliore, un “più spirabile aere” non si limitano a sognarlo, ma vanno a cercarlo e sfidarlo, sia pure nel breve spazio di un lancio, sia pure rischiando di pagare il prezzo più alto. Essi che sentono veramente, sensibilmente nel proprio respiro e nel proprio sangue, l’ansia e l’anelito dell’infinito da cui veniamo ed a cui dobbiamo tornare.
“…E noi andiamo più in alto delle aquile. E più rapidi del falco scendiamo. E più leggeri che piume danziamo nell’aria. E più alti sulla terra ci avviciniamo a Dio e sentiamo il respiro dell’Eterno alitarci sul volto teso.
…Il paracadutismo è poesia… E quando la seta schiocca e fiorisce e fa vela nel vento, quando il respiro riprende e le corde si tendono, quando, non più atomo di infinito, ma uomo che danza nell’aria, la nostra discesa ci frena, per renderci interi alla terra, il nostro canto è già spento, la nostra offerta consumata.
Perché la nostra è la poesia dell’attimo al limite con l’infinito, è la poesia della vita al limite con la morte; è la poesia del mortale che attinge e accarezza l’Eterno.”
Nino Arena
(da “FOLGORE – Storia del paracadutismo Italiano”)
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Nino Arena inizialmente si forma professionalmente nell’ambito delle riviste specializzate aeronautiche.
Passa successivamente a collaborazioni con TIME/LIFE Italian Section ed alla direzione di periodici come giornalista-pubblicista.
Nel 1966 pubblica il suo primo libro seguito a cadenza regolare da numerosi altri volumi (oltre 30) su argomenti storici contemporanei, tecnici/storici e rievocativi, ed altre opere in lingua inglese riguardanti la storia dell’Aeronautica italiana.
Per la sua attività ha ricevuto numerosi riconoscimenti, ampi consensi di critica e premi letterari venendo insignito con l’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica italiana.
Già consulente aeronautico dello Stato, attualmente è in pensione pur continuando la sua attività di scrittore storico.
Volontario allievo pilota, poi paracadutista, addetto stampa, condirettore della rivista Folgore. Ha al suo attivo numerosi lanci col paracadute in Italia e all’estero.
Tag: Aeronautica, atomo di infinito, Cavaliere, Folgore, l'anelito dell'infinito, l'infinito, Nino Arena, paracadutismo, poesia dell'attimo, varie

Luglio 17, 2008 alle 10:17 pm
Complimenti vivissimi…Mai sfoltita si rivelo’ piu’ esaustiva.. cosi’ la scelta della foto…
Luglio 18, 2008 alle 12:07 am
Bene, bene! Son contenta che approvi.
Ho eluso la parola guerra ad ogni angolo incontrata..
Clicca sulla paracadutista, la vedrai ‘quasi’ a grandezza reale (..si fa per dire)
..la nostra è la poesia dell’attimo al limite con l’infinito, è la poesia della vita al limite con la morte, è la poesia del mortale che attinge e accarezza l’Eterno.
Non nascondo che queste parole mi hanno convinto..
E la biografia mi ha ricordato che anche mio padre ricevette l’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica italiana.
Grazie, Massimo, anche per questo sollevato ricordo.
Rina
Luglio 20, 2008 alle 10:58 am
mai avrei pensato che eri attratta da questa attività!
mi è piaciuto questo passo:
…Il paracadutismo è poesia… E quando la seta schiocca e fiorisce e fa vela nel vento, quando il respiro riprende e le corde si tendono, quando, non più atomo di infinito, ma uomo che danza nell’aria, la nostra discesa ci frena, per renderci interi alla terra, il nostro canto è già spento, la nostra offerta consumata.
rende a pieno l’idea di essere liberi
complimenti Rina
Luglio 20, 2008 alle 3:58 pm
Ci sono delle attività che noi non esercitiamo perché non siamo portati, vuoi per il fisico che non consente, vuoi per la tenacia che non supporta, ma che uomini e donne hanno fatto diventare parte integrante della loro vita.
Questo pezzo, che mi è stato dato dall’amico Massimo che ringrazio ancora e abbraccio caramente, l’ho postato volentieri perché, come l’aviazione in tutte le sue espressioni, è di encomiabile levatura.
Ammiro chi se ne veste.
Uomini che ammiro, uno in particolare l’ho amato, e l’ho anche sposato. Il ricordo resta vivo nonostante il tempo sia passato e nell’evolversi tutto è rivestito di flash ..tutto si trasforma, e un sentimento di vivace condivisione si è trasformato in eterna ammirazione.
Ben vengano altri Nino Arena, che il mondo si rinnovi di coraggio impersonato da uomini che valgono davvero e non di spumetti evanescenti.
Un caro saluto, Vincenzo, e un abbraccio.
Grazie
Rina
Luglio 21, 2008 alle 2:47 pm
Per chi ha paura di volare è un po’ difficile aderire a tanto entusiasmo per il paracadutismo :-)
Ma in realtà, a ben vedere, si prova un misto d’invidia e ammirazione, come davanti alle poesie ‘irraggiungibili’ dei grandi autori.
Un caro saluto a Rina e agli angeli volanti
Antonio
Luglio 22, 2008 alle 12:06 am
Se non ti riesce volare è perché ti fidi poco dei mezzi di locomozione aerea. Vola allora col cuore, in fondo è quello che fanno gli eroi del cielo, angeli volanti come tu li chiami.
..ho due biglietti aerei, verresti su per una vacanza? :)
Ciao, carissimo Antonio
Rina
Aprile 19, 2009 alle 9:27 pm
SUBLIME
Aprile 20, 2009 alle 9:57 am
Colgo ammirazione, Romano, nel tuo passaggio, e ti ringrazio di essere qui.
Se vuoi condividere il ricordo di una tua emozione in aere utilizza pure tutto lo spazio che ti occorre :)
Rina