
Un chicchino questo pregiato quaderno realizzato da LietoColle. Bellezza che scuote, per lo stupore che desta, per la genuina schiettezza che non teme di svelarsi, nei versi di Antonio Fiori che si conferma poeta generoso.
L’autore regala parole d’amore /Che dirti, sorellina ..se non che amo senza farlo o lo faccio senza amore sull’onda/del ricordo o del sogno dove c’era lei../ di amicizia senza tempo /E avevi l’affanno appena finiva l’ossigeno./ Ma il cuore era intatto, pulito./ di accostamenti cari ad ogni buon lettore /ho scoperto adesso soltanto/che assonano Zanzotto e Gozzano./ Il tutto incastonato come perle preziose che a tratti effondono malinconia.
Una poetica forte, perché parte da un’ intimità autentica, in cui si ritrova una concretezza che cattura, e ci si sorprende a sgranare gli occhi alla lettura con compiacimento per avere incontrato la Poesia, quella che riesce a volare nella tua anima e a pieno diritto vi si ferma arricchendoti.
Rina Accardo
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Nasce sotto mentite spoglie la poesia di Antonio Fiori
di Massimo Onofri
Mi arriva ora, freschissima di stampa per i tipi di LietoColle, la deliziosa plaquette di Antonio Fiori, sassarese del 1955, intitolata Trattare la resa. Conosco Fiori dal 2002, quando Mondina e Leonardo Sole m’invitarono, insieme all’amico Aldo Morace, a tenere qualche lezione per la loro scuola di scrittura. Le mie, in realtà, erano lezioni di lettura: e Fiori era tra i più attenti, molto acuto e assai colto. Una persona perbene. E mi piace sottolinearlo, in un tempo in cui non esistono quasi più le persone: figuriamoci il resto. Nel dicembre dello stesso anno, Fiori pubblica la raccolta di poesie Sotto mentite spoglie: che mi colpì per la sua forza. Rispetto a quelli d’allora, i versi di oggi – pur se sempre molto lavorati – impegnano meno provette ed alambicchi: mentre si fanno, con strappi imprevisti, anche prosastici e feriali. In Sotto mentite spoglie, con un linguaggio non di rado alto e desueto, era una specie di metrico resistente, in nome della poesia superstite, per stare al titolo dell’ultima sezione del librino. Ora, la vita sembra imporgli un di più d’assenza, dolore e desiderio, sicché la poesia, da superstite, gli diventa impotente: come testimoniano i versi molto belli di Per dirla tutta la poesia non basta Al poeta, insomma, non resta che “trattare la resa”. La sfida è grande, ma Fiori ha tutti gli strumenti all’uopo. Vedremo come andrà a finire.
sul quotidiano La Nuova Sardegna del 9 febbraio 2009
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Le tematiche di Fiori, uno scrigno di poesia
di Amedeo Anelli

ANTONIO
FIORI
Solodieci
poesie,
LietoColle,
Faloppio
(Como)
2009,
pp. 16,
5 euro
Sfruttando un sedicesimo, con un’elegante sovracoperta giallina, timbro a secco e carta avorio, la collana “Solodieci Poesie” dell’editore comasco LietoColle vuole dare di un autore un primo “assaggio”: ovvero il meglio di una “ideale” autoantologia. L’idea non è balzana se di un autore importante si ricordano pochi versi o rimangono per i più, alla posterità, poche poesie e questi sono i casi fortunati. La plaquette che abbiamo sott’occhio è di Antonio Fiori (Sassari, 1955), un autore che ha già una sua collocazione editoriale (volumi per Manni e LietoColle, antologie e annuari) e stilistica, delineata in numerose pubblicazioni e riconoscimenti (fra cui il Montale Europa 2004 per la silloge inedita, e il Montano 2008 sempre per l’inedito) e un buon tratto di “militanza” criticoletteraria.
Fiori si legge con piacere, ibrida con originalità le tradizioni di cantabilità e di attenzione alle “venture”quotidiane novecentesche viste attraverso il
filtro letterario, da Gozzano a Saba, da certe intonazioni caproniane fra le più distese, ad un certo gusto “slavo” per le citazioni o le criptocitazioni nel corpo del testo poetico. Inoltre ama un rapporto frontale e musicale col reale, le sue illusioni e anamorfosi, fra acuto sguardo desolato e pungente melanconica ironia.
Una sola poesia per esemplificare:
Rimprovero
«Billy non fa più la guardia
da un pezzo / (e dire che anch’io lo temevo,
specialmente la notte / arrivando a
sorpresa al cancello) / Oggi che la vista
s’è fatta rara, impacciata / non reggo il
suo sguardo provato dagli anni / rimprovero
muto che sento, ogni volta, pesarmi
/ per tutto. // …ricordami, come
sempre /che la ferita è inguaribile».
sul quotidiano il Cittadino del 5 marzo 2009
Tag: Amedeo Anelli, LietoColle, Massimo Onofri, recensioni, Rina Accardo, solo dieci POESIE di Antonio Fiori
Febbraio 10, 2009 alle 11:48 am
Complimenti ad Antonio Fiori per questa sua ultima pubblicazione, di cui non ero a conoscenza! Grazie anche a te, Rina, per questa tua segnalazione e la bella e sensibile introduzione.
Un caro saluto ad entrambi.
daniela
Febbraio 10, 2009 alle 2:16 pm
ho sempre incontrato in antonio, incrociandolo in rete, una persona attenta e capace di leggere moltissimo tra le righe. sono quindi curioso di leggere cosa abbia nascosto tra le sue…
un saluto a rina e antonio
Febbraio 10, 2009 alle 2:21 pm
Ringrazio di cuore la ‘nostra’ Rina, sempre gentile e accurata, oltre che tempestiva, nel proporre la mia poesia. Saluto e ringrazio anche Daniela per il passaggio e le parole spese.
A presto sentirci e ritrovarci con entrambe :-)
Antonio
Febbraio 10, 2009 alle 3:11 pm
Un caro grazie a Daniela e a Giacomo, lettori e poeti che stimo oltremodo, che impreziosiscono il mio tentativo di diffusione della poesia.
Ho aggiunto ..avrei dovuto farlo prima.. la recensione di Massimo Onofri. L’eccessiva timidezza :/ mi aveva frenata, il mio piccolo spazio per un intervento così qualificato..
E ho inserito il link della bella poesia di Antonio, già ospite delle mie pagine.
Un grazie ancora, e in particolare ad Antonio per la qualità che mi ha permesso di rendere nota qui :)
Rina
Febbraio 10, 2009 alle 8:10 pm
Grazie anche a Giacomo, che incontro sempre volentieri in rete ! E ancora a Rina che ha inserito alla perfezione il suo link :-))
Antonio
Febbraio 11, 2009 alle 4:12 pm
Sì, Antonio, adesso è possibile leggere i versi molto belli, come dice Massimo Onofri, della tua “Per dirla tutta la poesia non basta”.
Un grazie che estendo a tutti, editore, recensore, poeti, lettori, autore. Sono felice di questa opportunità. La buona poesia nutre l’animo, acquieta mentre scuote, soddisfa ..assolve.
Rina
Febbraio 11, 2009 alle 11:39 pm
Mi unisco al coro degli apprezzamenti per l’ultima preziosa “creatura” di Antonio. La silloge, seppure di sole dieci poesie, è selezionatissima e compatta, tematicamente; compatta, terrei a precisare, per costanza e acutezza di sguardo sul mondo di dentro, reso autenticamente e con versi asciutti e sicuri; e quello esteriore, che restituisce per lacerti e tasselli un tempo non facile e, spesso, assai poco felice.
Un saluto caro ad Antonio, a Rina, a Daniela e a Giacomo.
Giovanni
Febbraio 11, 2009 alle 11:41 pm
Ho dimenticato di dire che Antonio sarà domani ospite nel blog La Poesia e lo spirito.
G
Febbraio 12, 2009 alle 12:46 am
Il passaggio qui di Giovanni Nuscis mi è quanto mai gradito. Poeta e critico che ho già avuto modo di apprezzare nella sua lettura di Sotto mentite spoglie. Una lettura critica in cui avevo notato come riesce ad attuare quello scavo che va oltre le righe ..o per meglio dire oltre i versi :), e veramente ho amato quel libro prima ancora di leggerlo.
E mi piace ricordare che quella raccolta di poesie di Antonio Fiori è stata selezionata al Premio di poesia Camaiore nel 2003.
Saluti cari
Rina